Primavera Sacra

Storie dal sottosuolo

Categoria: poesia

Cuor d’Estate

La fossa era verde

come la finestra.

Si accalcava per tradire le mie aspettative

senza rispetto per i minuti pensieri

che tentavano di rialzare la testa.

L’idea di incontrare un amico al bar

o di fare una lunga camminata nel bosco

e tante altre piccole intenzioni

soffocarono sotto al fango di un’angoscia

subdola e pervasiva.

Poi arrivò il sole

dentro una lunga estate che seccò la melma.

I germogli delle azioni mai intraprese

spuntarono tra le crepe.

L’orizzonte divenne

un festival di colori.

A tarda notte

A tarda notte

i bluff si smagnificano.

Nella mia tazza di caffè

sento il sapore della disillusione;

perché gli eventi non accadranno mai

nella sequenza desiderata

ed anche quando succederà

ci sarà qualche dettaglio fuori posto.

Soffro, in altre parole, le

piccole differenze dolorose

tra la vita e la vita pensata

quindi perfetta.

Stille

Le gocce d’acqua

che il tuo umore mi regala

sono baccelli impazziti

di un’estate

da trascorrere

nei tuoi occhi.

Qui

Parlami una finestra

raccontami treno

dimmi seduta stante

ornitorinco

panegirico.

Poiché non sono un algoritmo

risponderò che ti amo.

A un’ora incerta

e nel posto sbagliato.

Clandestino

Ho scelto di viaggiare nella guancia del tempo

come un seme di mela ripieno di futuro

nascondendomi ogni volta

allo spazzolino della razionalità.

Quando avrò finito di cariare le tue certezze

non potrai più guarire

dalla lucidità che ti ho inflitto.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: