Primavera Sacra

Storie dal sottosuolo

Categoria: poesia

La bautta

Attraverso il contempo orario
con la maledetta utopia
che avevo in tasca fin dalla nascita.
La sciagurata infelicità
che mi costringeva a guardare 
anche dietro le quinte
scoprendo l’inesistenza di dio
senza che nessuno me la rivelasse.
O, altrettanto, leggendo menzogne
negli occhi della gente
privo del coraggio di smascherarle.
Fino a capire, nemmeno tanto tardi
che la bugia è il prezzo.
Se la paghi subito, e in contanti, gli altri
si sentono tranquilli
perché sanno che rispetterai le regole
del loro gioco meschino.

 

P.S. La “bautta” è una maschera veneziana nera che veniva usata sopratutto dai nobili per celare la loro identità durante il carnevale.

Filosofia delle cicale

Chi rimase troppo a lungo

d’estate

ad ascoltare i contraccolpi del silenzio

ora è vaccinato alla seduzione dei tramonti

ma rimane esposto all’antico malanno

che ben descrive il motto: “Homo

Homini Lupus”.

Cuor d’Estate

La fossa era verde

come la finestra.

Si accalcava per tradire le mie aspettative

senza rispetto per i minuti pensieri

che tentavano di rialzare la testa.

L’idea di incontrare un amico al bar

o di fare una lunga camminata nel bosco

e tante altre piccole intenzioni

soffocarono sotto al fango di un’angoscia

subdola e pervasiva.

Poi arrivò il sole

dentro una lunga estate che seccò la melma.

I germogli delle azioni mai intraprese

spuntarono tra le crepe.

L’orizzonte divenne

un festival di colori.

A tarda notte

A tarda notte

i bluff si smagnificano.

Nella mia tazza di caffè

sento il sapore della disillusione;

perché gli eventi non accadranno mai

nella sequenza desiderata

ed anche quando succederà

ci sarà qualche dettaglio fuori posto.

Soffro, in altre parole, le

piccole differenze dolorose

tra la vita e la vita pensata

quindi perfetta.

Stille

Le gocce d’acqua

che il tuo umore mi regala

sono baccelli impazziti

di un’estate

da trascorrere

nei tuoi occhi.

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