Acqua incentivante

 

L’acqua incentivante smise di fluire dai collettori verso le 11 del mattino di un lunedì d’estate. I produttori nordamericani avevano deciso unilateralmente di chiudere la distribuzione, dopo che alcuni governi avevano rifiutato di aumentare il prezzo all’origine del prezioso liquido. Nell’immediato, migliaia di persone invasero il pronto soccorso di svariati ospedali, in preda ai sintomi più diversi; si andava dalla cecità isterica all’infarto, dalla depressione profonda ai blocchi intestinali, epatici, respiratori. Inoltre, la mancanza di acqua incentivante provocò numerose falle nei sistemi di controllo affidati ancora ad esseri umani nei più svariati settori del traffico, delle reti elettriche, della gestione finanziaria, generando un caos assoluto. C’era una sola cosa da fare, o almeno, questo è quanto pensarono i governi dei paesi più avanzati, riuniti in sessione straordinaria. Così, a reti televisive unificate, una presentatrice pallida e tesa annunciò che l’acqua incentivante non aveva nulla di speciale, in quanto del tutto identica alla normale acqua minerale o potabile consumata da miliardi di persone. La notizia era vera, ma le folle non vollero credere di essere state prese in giro per decine di anni con una menzogna simile. Una minoranza di esagitati, convinti che il comunicato servisse solo a fermare le proteste, assaltò le sedi televisive o abbatté i tralicci, le antenne e i ripetitori che ne diffondevano le trasmissioni. Ma la gran parte dei cittadini continuò a sentirsi male. Pochissimi capirono che, per una volta, la tv aveva detto la verità chiara e tonda. Non gli ci volle molto per prevedere guai ben peggiori. Si cercarono in tutto il pianeta e decisero di accamparsi nel Nord del Canada, in una zona quasi deserta, popolata solo da animali selvatici. Sapevano di dover sopravvivere senza alcuna comodità moderna per quattro mesi, più o meno. Tra loro c’erano anche degli esperti di statistica. Dati alla mano, avevano calcolato che centoventi giorni sarebbero stati più che sufficienti per lasciare all’immensa folla dei pazzi il compito di auto eliminarsi.

N.D.R. Se questa storia ti sembra eccessiva, sappi che gran parte dei farmaci acquistati ogni giorno non hanno alcun effetto reale sull’organismo, anche se te li vendono con tanto di avvertenze d’uso e cautele contro gli effetti collaterali. Tecnicamente, si definiscono “placebo” (piacerò). Ora, immagina che la stessa suggestione “guidata” ti spinga a cambiare auto, alimentazione, luogo di residenza, lavoro, destinazione delle vacanze, amici e amori…

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