Primavera Sacra

Storie dal sottosuolo

Categoria: frammenti

Cuor d’Estate

La fossa era verde

come la finestra.

Si accalcava per tradire le mie aspettative

senza rispetto per i minuti pensieri

che tentavano di rialzare la testa.

L’idea di incontrare un amico al bar

o di fare una lunga camminata nel bosco

e tante altre piccole intenzioni

soffocarono sotto al fango di un’angoscia

subdola e pervasiva.

Poi arrivò il sole

dentro una lunga estate che seccò la melma.

I germogli delle azioni mai intraprese

spuntarono tra le crepe.

L’orizzonte divenne

un festival di colori.

La Rotonda

In un turbinio di alberi, foglie, cielo buio e luci
scoprii all’improvviso di saper volare
eppure, non ero drogato affatto
al contrario
lucido più che mai
nel ritorno verso casa
per quanto, un che di innaturale
lo sentivo; troppo tempo in così poca strada.
O, forse, troppo veloci pensieri
e la realtà ridotta ad un tableau vivant.
Folgorato dalla sorpresa
di quel carosello
tardai alquanto a cogliere
la causa di quel caos..
Le ruote non toccavano più l’asfalto
quello era il mio ultimo incidente stradale.
Stavo per morire.
Con la carambola che mi uccise
il mondo mi mostrò la sua bellezza definitiva
perciò la mi vita anonima non fu trascorsa
invano.

Black out

Il bambino girò intorno agli scaffali dell’autogrill. Arrivato agli accessori elettronici si fermò a fissarli, imbambolato, e rimase in quella posizione. Qualcuno dei baristi se ne accorse e lo indicò sghignazzando ai compagni di lavoro. Nessuno fu abbastanza pietoso da andargli vicino e scrollargli le spalle per scuoterlo dall’apatia. Dopo quasi mezz’ora, mentre era ancora lì davanti alle scatole delle cuffie e dei caricatori da viaggio, passò un’auto della polizia a sirene spiegate. Questo ruppe l’incantesimo. Il bambino allungò la mano e, meccanicamente, prese la prima confezione che gli capitò. Conteneva un supporto per telefono, di quelli che si fissano alle alette di aerazione del cruscotto. Pagò, attese che la porta automatica si aprisse e salì in auto. Solo allora rammentò di essere atteso alla riunione degli Istituti di Credito Federati. Non potevano iniziare senza l’amministratore delegato, perciò ingranò la prima e uscì velocemente dal parcheggio.

Arrivederci

Doni non ne aveva ricevuti, però i più importanti contratti dell’anno erano andati a buon fine. Dunque, di cosa poteva lamentarsi? In realtà, i regali erano arrivati a centinaia, ma erano il frutto di uno scambio perfettamente prevedibile e perciò privo di significato. Transazioni d’affari in modalità natalizia. Ricevere un dono è ben altro. Così, aveva deciso di vivere il passaggio dell’anno in solitudine e aveva affittato una casetta in legno sulle rive di un lago finlandese. La gioia era troppo costosa? Sarebbe bastata un po’ di serenità. Distolse lo sguardo dal paesaggio e controllò le fiamme; la stufa di ferro era ben avviata, il camino, invece, stentava a partire. Bisognava appallottolare ancora qualche pezzo di corteccia, e poi sarebbe bastata una fiammella per accendere la betulla di un fuoco vivace. Quando si girò nuovamente verso la finestra stava nevicando, a dispetto di tutti i bollettini meteorologici che davano zero probabilità di precipitazioni. Se ami la neve, e la vedi scendere soffice e inaspettata, hai avuto il tuo dono. Il migliore che si possa ricevere.

Buon Anno a Tutti

Per quanto possa essere lucida e chiaroveggente, la saggezza degli altri non potrà mai darti le risposte giuste, perché non è filtrata dalla tua pazzia.

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