Primavera Sacra

Storie dal sottosuolo

Categoria: società

Effetti collaterali

Persi l’uso delle gambe perché avevo veicoli per spostarmi ovunque, e i muscoli si atrofizzarono. Divenni miope a forza di guardare schermi luminosi che ingannavano gli occhi (poi il problema fu risolto brillantemente, collegando il nervo ottico a congegni di ripresa funzionanti in alta definizione). Nel timore di smarrirli, magari a causa di qualche brutta malattia, stipai i miei ricordi in varie unità collegate in rete. Ora sono felicemente immobile, però devo confessare di non sapere più chi io sia, salvo i momenti nei quali ritrovo la cartella che mi contiene. Comunque, capita di rado, perché appena ne esco scordo i complicati passaggi che devo fare per arrivarci.

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Black out

Il bambino girò intorno agli scaffali dell’autogrill. Arrivato agli accessori elettronici si fermò a fissarli, imbambolato, e rimase in quella posizione. Qualcuno dei baristi se ne accorse e lo indicò sghignazzando ai compagni di lavoro. Nessuno fu abbastanza pietoso da andargli vicino e scrollargli le spalle per scuoterlo dall’apatia. Dopo quasi mezz’ora, mentre era ancora lì davanti alle scatole delle cuffie e dei caricatori da viaggio, passò un’auto della polizia a sirene spiegate. Questo ruppe l’incantesimo. Il bambino allungò la mano e, meccanicamente, prese la prima confezione che gli capitò. Conteneva un supporto per telefono, di quelli che si fissano alle alette di aerazione del cruscotto. Pagò, attese che la porta automatica si aprisse e salì in auto. Solo allora rammentò di essere atteso alla riunione degli Istituti di Credito Federati. Non potevano iniziare senza l’amministratore delegato, perciò ingranò la prima e uscì velocemente dal parcheggio.

Errore sconosciuto

Ho cercato in tutti i palinsesti

forse c’è qualcuno là fuori

ma è impossibile saperlo in questa situazione

i sistemi di trasmissione potrebbero essere guasti.

Nel frattempo, vedo fuori nuvole quasi nere tutt’intorno

e non ho più braccia, né gambe, per uscire a verificare lo stato della rete.

Ganglio interrotto, la meravigliosa relazione tra corpo e anima

è perduta. Io, umanità improvvida, l’ho dimenticata.

Non sono nemmeno certo che mi sia rimasto un cervello.

Forse, ciò che credo di sentire è solo un continuo reset dei pensieri

un lampo di sottile energia che prelude alla perdita di coscienza.

Ditemi, adesso, se tale stato può a buon diritto essere considerato

diverso dalla morte.

Dichiarazione d’amore

Arrivai per la prima volta in Versilia, nove anni fa, e mi accolse una stazione dall’aspetto dimesso, quasi squallida. Non un bel biglietto da visita per Viareggio, eppure, finii presto per innamorarmi della città. Diversamente dagli altri paesi della Versilia che si affacciano sul Tirreno, Viareggio ha una lunga tradizione marinara, splendide architetture Liberty, ed una storia ricchissima di grandi protagonisti; dal poeta inglese Percy Bysshe Shelley, che morì nell’incendio della sua nave di fronte alla piazza che oggi porta il suo nome, agli intellettuali che si ritrovavano al Caffè Margherita. Una gran dama, dunque, ma purtroppo una città “nobildonna” vituperata dai suoi stessi abitanti. Viareggio merita di meglio che l’incuria e il degrado attuale. Per questo, quando Stefano Pasquinucci mi ha proposto di partecipare al progetto di viareggiok.it ho subito accettato. Nel mio piccolo, voglio cercare di contribuire alla rinascita di questo luogo davvero meraviglioso, che è famoso per il suo Carnevale ma merita di diventarlo anche per mille altri motivi. Viareggiok.it non sarà il solito sito ma un innovativo “local network”, laddove la parola network non rimanda ad un sistema locale di pc collegati tra loro (tipicamente in reti aziendali) bensì a un portale che aiuterà le persone a trovarsi e conoscersi dal vivo, condividendo interessi, bisogni, esperienze e, perché no? anche la voglia di divertirsi insieme. Di solito, il limite del web è che ci fa allontanare dalla realtà. Viareggiok.it, al contrario, servirà a riportarci alla condivisione di idee, passioni, hobby, o problemi veri e concreti, che spesso possono essere risolti facilmente, se solo ci si organizza. Idealmente, viareggiok.it è una strada viareggina (la famosa Via Regia che diede il nome alla città) dalla Torre Matilde al Faro in fondo alla Darsena. 100 numeri civici che accoglieranno case di privati cittadini, botteghe e spazi comuni dedicati all’arte, allo sport, alla musica, alla letteratura, e a qualsiasi interesse possa accomunare le persone e arricchire la loro esperienza scambiandola con altri. Ma per spiegare cos’è viareggiok dovrei scrivere ancora parecchio, mentre è molto più facile capirlo visitando il sito. Buona navigazione a tutti!

Hai preparato l’elmetto?

Il governo tedesco sta sollecitando la popolazione a fare scorta di cibo ed acqua almeno per dieci giorni. La notizia è riportata sui principali giornali occidentali (ad esempio la BBC, che riprende l’Allemeine Zeitung), con buona pace di chi la attribuisce ai complottisti. La giustificazione ufficiale è che la Germania deve far fronte ad eventuali attacchi terroristici. Ma le misure consigliate non sono tipiche della minaccia terroristica, bensì di una guerra su larga scala. Chi le vede come un escamotage per far crescere i consumi è un ingenuo o in malafede. I tedeschi non sono soliti stimolare i consumi in questo modo. Se si trattasse dell’Italia anch’io avrei creduto ad un trucco, ma stiamo parlando della Germania. Là i politici ci pensano due o più volte prima di dare notizie così “pesanti”. Quali sono gli scenari che potrebbero portare ad un conflitto globale? Qui da noi si parla quasi solo di Siria, dove Stati Uniti e Russia si stanno già fronteggiando, seppur per interposta persona; i russi appoggiando Assad e gli americani alimentando la destabilizzazione regionale. Ma ci sono altri punti decisamente caldi. Anche con la Cina gli americani hanno un contenzioso aperto, che riguarda la sovranità sul Mar della Cina (vedi qui: Fonte Reuters). Nei mesi scorsi ci sono state provocazioni tra aerei americani e cinesi proprio in quelle acque. E il Donbass? E l’Ucraina? Recentemente, Vladimir Putin ha accusato l’Ucraina di aver mandato suoi emissari in Crimea allo scopo di compiere attentati. Nella regione, la tensione è tornata alta ed entrambi gli stati stanno ammassando truppe nelle zone critiche. Non ho alcuna competenza sugli scenari finanziari, ma ritengo che potrebbero essere altrettanto determinanti nello scatenare un conflitto di ampia portata. Il dollaro sta tornando debole (pochi giorni fa il rapporto con l’euro era di 1 dollaro contro 1,30 euro) e il petrolio continua a scendere, dopo un’effimera fase di rialzi. Inoltre, il debito americano è in mano ai cinesi, che potrebbero stancarsi di finanziarlo, ottenendo il nulla in cambio. Negli anni settanta sembrava conveniente esportare le lavorazioni industriali, pagando meno la manodopera e allontanando le fonti di inquinamento. Nessuno previde che tra le conseguenze di questa scelta ci sarebbe stato anche un indebitamento oltre ogni immaginazione.

Post scriptum
Sono cresciuto in una nazione che ha pagato la sconfitta nella Seconda Guerra mondiale anche, anzi, sopratutto, accettando il colonialismo culturale americano. Ora tutto quello che arriva dall’America o dall’Inghilterra inizia a darmi la nausea, o più esattamente a farmi schifo. E se dovessi schierarmi mi metterei dalla parte di stati come la Russia, il Brasile, l’India e la Cina. Il capitalismo di stampo anglo-americano ha fallito, e il mondo ha bisogno di idee nuove.

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