Arabesco

di Secessionista


Le damigelle stavano in silenzio. Picchiettavano le mie palpebre chiuse con diligente puntualità. Il sogno ne veniva distorto; si vedevano stormi di piccioni curvilinei a formare una figa di velluto. Dietro, baluginava il sole di una limpida primavera. Gli orsi uscivano dal letargo e i treni deragliavano allegri. Mentre i feriti cantavano, sul tutto scendeva il nulla. Come un sipario screpolato sul quale si poteva ancora intuire il disegno di due maschere intrecciate.