Modica quantità

di Secessionista


Ho orrore di questa felicità esibita come un “atto osceno in luogo pubblico”. Mi impaurisce vederla farsi sempre più astratta, dalla fragile pellicola di celluloide al pixel, che non ha più nemmeno quella minima consistenza.

Perciò mi premuro di portarmi appresso piccoli bocconcini di dolore, che sgranocchio alla bisogna, quando la felicità mi diventa insopportabile. L’idea l’ebbi guardando i contadini, che usavano tenere in tasca una testa d’aglio, masticandone uno spicchio ogni tanto. Era un modo primitivo per tenere lontane le malattie del corpo. Come lo è il mio analogo stratagemma, che impedisce di prendere il sopravvento alla malattia del sorriso.

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