Piove

di Secessionista


Mentre la flebo scende, goccia a goccia, penso che stasera la luna ed io non potremo incontrarci. Lei verrà, puntuale. Come al solito. Al centro della radura. Lì dove nessun ramo geloso può intromettersi. Ma io non potrò correre come d’abitudine, con la sottile paura che un fauno mi faccia inciampare, là nella stagione benevola che ci attende tutti, tra maggio e settembre. No. Stasera devo star qui e cercar un accordo con quelle piccole cellule moleste che hanno deciso di trasformarsi a sproposito. Quasi mi par di sentirle, mentre si accordano per ingolfarmi il fegato e impedirgli di funzionare ammodo. Che posso fare per non pensarci? Ecco. Invece di contare le pecore tentando di dormire, guarderò quella goccia lenta, che cade nel tubicino prima di infilarsi nel mio corpo. Oh! Bene. Sta piovendo lì dentro. Posso chiudere gli occhi. Finalmente

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