La bellezza salverà il mondo

di Secessionista


Questa frase, che su Wikipedia trovo attribuita a Fëdor Dostoevskij nel suo romanzo “L’idiota”, è scritta al futuro. Proprio per questo, qualcuno la interpreta come un’affermazione di speranza. Si dice, ad esempio, che la civiltà non potrà mai essere distrutta dalla guerra, perché sarà proprio la bellezza ad impedirlo. A mio avviso, non esiste alcuna garanzia che la bellezza possa evitare tale distruzione. Ma la frase non diventa falsa per questo. È solo imprecisa. Ciò che sento di positivo nella bellezza è riassumibile nella frase: “la bellezza ha salvato il mondo”. In altre parole, la bellezza è un antidoto al male. A quello già trascorso, e non ancora dimenticato, ed a quello presente, che in misura più o meno drammatica può avvelenare la vita di chiunque; nelle strade tranquille di un’amena cittadina italiane o sotto le bombe lanciate dal nemico. A ben pensarci, se non avessimo il concetto di bellezza non avremmo nemmeno il desiderio, né la voglia di vivere o l’aspirazione a migliorare. Per certi aspetti, la bellezza è indubbiamente un riflesso della cultura. Ciò che ci fa esclamare “bello” in un quadro o in qualsiasi altra opera d’arte cambia di nazione in nazione, ma le qualità fondamentali della bellezza sono valide per tutti. Mi torna in mente, in proposito, un recente lavoro fotografico che dimostra come donne appartenenti ad etnie diversissime siano altrettanto belle, anche laddove non esista il trucco (make up) che potrebbe appiattire la percezione dell’idea di bellezza su canoni tipicamente occidentali. Concludo citando un’altra immagine che sento bella ed emozionante. È la foto di una libreria londinese, semidistrutta dai bombardamenti, nella quale si aggirano alcune persone per le quali l’amore verso il sapere è più forte della paura.

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