Analfabetismo da pittogramma

di Secessionista


Sempre meno italiani sanno leggere, scrivere o far di conto. Ikea insegna. Non serve scrivere le istruzioni di montaggio e tradurle in tutte le lingue. Basta disegnare i vari passaggi. Così, sulle macchinette del caffè, è sufficiente disegnare le monetine e i simboli che corrispondono al caffè normale, macchiato, ristretto, eccetera. Insomma, a che serve sapere leggere o scrivere? In fabbrica ci sarà un caporeparto che ti insegna l’uso della macchina. Sul telefonino ti basterà scegliere l’emoticon corrispondente al tuo stato d’animo o a quel che vuoi dire. In Egitto, gli unici capaci di scrivere erano gli scribi. Nel Medioevo europeo erano i religiosi. Ora sono i programmatori. Mai sentito parlare di “deep web”? È quel posto che sta ben nascosto sotto la superficie del tuo browser e che non puoi raggiungere senza conoscere i comandi giusti. Giorni fa una giovane commessa, probabilmente laureata, smise di funzionare davanti alla necessità di dover fare una semplice sottrazione. Eh, già! Di solito basta passare la merce sotto al lettore del codice a barre e dare indietro al cliente il denaro indicato nello scontrino. I numeri bisogna conoscerli lo stesso, ma non serve saper far di conto. Se non ci fosse stata una cliente capace di sottrarre 72 euro da cento, ora quella commessa sarebbe ancora lì, davanti al dubbio amletico di un banale resto. Il morale di questa favola amara è presto detto. Fino ad una certa epoca storica, l’alfabetizzazione delle masse cresceva costantemente, poi la crescita iniziò a rallentare, ora è sempre più lenta e tra poco arriverà quasi a fermarsi. Ritrovo questa orrenda involuzione nell’educazione sentimentale delle nuove generazioni (tendenzialmente anaffettive), dove i gesti del sesso sono più importanti della relazione umana. Dove sesso e amore sono sconnessi (come lo è una strada) e scollegati (come lo sono due persone che parlano a turno senza ascoltarsi reciprocamente). Del resto, è logico che chi non possiede gli strumenti per scegliere e giudicare si affidi a modelli esterni (la tv, il web, la banda di bulli). Non temo l’incapacità di eseguire una divisione per le sue implicazioni funzionali. Ormai queste cose le fanno meglio i computer. Ma essere incapaci di scrivere o leggere porta a regredire anche nei sentimenti, e questo si mi ferisce.

Annunci