Amore bianco

di Secessionista


Esiste nell’essere umano un’infelice oscillazione che lo porta da un lato a tentare continuamente di uscire dalla propria solitudine, dall’altro, a ritrarsi appena la sua individualità viene minacciata dalla possibilità reale di con-fondersi con un altro essere umano. La riprova di ciò è data dall’idea di amore esclusivo. Essa non è altro che l’ammissione di un’ulteriore sconfitta, perché se sembra affermare la nostra capacità di superare i limiti dell’identità singola, stabilisce invece una nuova chiusura verso l’altro/gli altri. Detto in modo più semplice: “Io amo, quindi mi apro all’altro, ma mi chiudo insieme all’altro tenendo fuori il resto del mondo”. Come si vede, nella gran parte dei casi l’amore diventa così una solitudine a due. La mia affermazione che l’amore è vero solo se non è esclusivo non coincide comunque con l’idea di amore universale, che considero una vera, romantica sciocchezza. Fossimo davvero capaci di accettare la con-fusione, essa avverrebbe soltanto con gli esseri che ci paiono degni della nostra innocenza e del nostro desiderio.

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