La mia chitarra non è elettrica

di Secessionista


La notte scorsa una tromba d’aria si è abbattuta sulla Versilia. Ha fatto parecchi danni e ci sono state anche due vittime. Ne parlo perché uno degli effetti del maltempo è stato un lungo blackout elettrico. Qui dove abito io è iniziato ieri notte. Ora sono le nove di sera e la luce elettrica ancora non c’è. La differenza tra averla o no si può calcolare in cent’anni esatti. Stasera non è il cinque marzo duemilaquindici, ma il cinque marzo millenovecentoquindici. Niente illuminazione, tv, connessione web, telefono. Niente. Sono un insolito silenzio e il buio peso anche nel vicino sotto casa. Per fortuna, sono ben fornito di candele. Ho le candeline che durano lo spazio di una cena romantica e le candele di cera che durano e danno una buona luce. Tutto ciò non accadrebbe se le case fossero già dotate di quella tecnologica che gli inglesi chiamano Off Grid energy, che significa produrre e consumare energia elettrica senza essere allacciati alle reti centralizzate. Per restare ben fermo nel 2015 mi sarebbero bastati dei pannelli solari e batterie adatte, nel qual caso queste parole sarebbero rimaste nel cassetto dei discorsi possibili. Cosa potrei fare il cinque marzo millenovecentoquindici per passare la serata? Potrei leggere un buon libro, purché sia stampato su carta. Oppure potrei suonare. Così, sono salito di sopra a prendere la mia vecchia chitarra folk e gli spartiti, per farmi compagnia con qualche canzone. Domani potrò ricaricare il telefonino e tornare nel terzo millennio, ma non mi dispiace affatto che il caso mi abbia regalato una giornata di altri tempi.

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