die Krone

di Secessionista


Su una montagna parzialmente coperta da un bosco, un uomo osserva l’incessante brulichio dei veicoli, molto più in basso. Prima di iniziare la salita, ha chiuso la sua auto, lasciando il telefono e la ventiquattrore sul sedile. Chiunque conoscesse queste circostanze, sarebbe indotto a credere che l’uomo sia in procinto di suicidarsi. In un certo senso è la verità, ma solo se si considera come “vita” la propria presenza attiva e funzionale nel circuito di ingranaggi che di norma chiamiamo società. Quest’uomo non vuole morire. Tutt’altro, vuole iniziare a vivere, finalmente. Perciò ha deciso di scomparire senza lasciar traccia. L’idea gli venne durante una vacanza con la famiglia. Mentre moglie e figli si godevano il sole in un rifugio, Enrico preferì inoltrarsi nel dedalo di sentieri che da lì conduceva verso la vetta. Solo che ad un bivio sbagliò direzione e, dopo qualche ora di marcia, si ritrovò davanti ad una casupola di pietra che sembrava disabitata da molti anni. Una veloce perlustrazione lo convinse che nessuno, valligiano, montanaro o turista, era capitato da quelle parti negli ultimi mesi, forse addirittura negli ultimi anni. Non fece parola della scoperta con i familiari. Fosse stato più giovane si sarebbe preoccupato per i figli, ma erano ormai grandi ed autonomi. Non avrebbero sofferto troppo per la sua mancanza. Da quel momento, ogni settimana si faceva una lunga scarpinata con lo zaino sulle spalle, portando utensili, scatolette di cibo ed altri oggetti utili. Ci aveva messo quasi un anno. La cosa più difficile fu trovare un falsario capace di ridargli un’identità credibile. Gli costò quasi come comprare un diamante (quello che la moglie pretendeva da secoli). Guardò in basso per l’ultima volta, poi si incamminò sul percorso tra i rovi che ormai conosceva come le sue tasche. Il posto non era lontanissimo, ma l’uomo era certo che nessuno si sarebbe spinto fin lassù per cercarlo. La vicinanza dello strapiombo era un indizio troppo perfetto. Ad ogni buon conto, si sarebbe fatto crescere una bella barba fluente. Non sia mai che la testardaggine di un produttore televisivo a caccia di scoop vanificasse i suoi sforzi per rinascere. Tornare a dipingere? Quando lo aveva detto, durante una cena con gli amici, lo avevano canzonato tutti, seppur affettuosamente. Ora aveva a disposizione qualche centinaio di tele. Non era sicuro che sarebbero bastate, ma in caso di emergenza poteva sempre ridipingere i quadri malriusciti. Entrò nel folto degli alberi senza girarsi indietro.

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