Chi stabilisce le regole del gioco?

di Secessionista


Stava guidando nel caotico traffico dell’ora di punta, quando il cellulare emise il solito doppio bip di che segnalava un messaggio in arrivo. Era di certo la sua amante. L’aveva lasciata al parcheggio dieci minuti prima, perciò pensò che gli avesse mandato una frase romantica destinata ad elevare il significato delle dure ore che avevano appena trascorso insieme. Le donne hanno sovente bisogno di giustificare una condotta particolarmente lasciva con parole come amore, passione sfrenata, eccetera. Doveva stare attento alla strada, quindi non lesse subito il messaggio. Infine, qualche chilometro più avanti la coda si dissolse. Fu allora che prese il telefono e lesse il messaggio, reggendo il volante in qualche modo. Ciò che vidi lo inorridì. Al centro del piccolo schermo c’era il babau che non gli faceva visita da quando lo sognò per l’ultima volta poco dopo aver compiuto sei anni. Ora il babau si era nascosto dietro una maligna sequenza di parole: “L’attuale situazione economica richiede anche alla nostra azienda dei tagli, dolorosi ma necessari. Pertanto, La attendiamo lunedì prossimo per la firma del suo licenziamento. Buon week end”.

Licenziato. A casa. Fired. Registrò a malapena quelle frasi, mentre vedeva benissimo il demone che le aveva inviate, come a dire: “sono tornato, e stavolta non mi sfuggirai.” rialzò gli occhi costringendosi a guardare di nuovo la strada. Fu una fortuna, perché l’auto che lo precedeva si era fermata, forse per lasciar passare un animale. Frenò d’istinto, fermandosi a pochi centimetri dall’ostacolo. Ma non provò alcun sollievo per lo scampato pericolo. Per contrasto, il mondo fuori dell’abitacolo gli parve nitido e colorato come non lo aveva mai visto. Quella sensazione durò solo un attimo. Il mostro nello schermo era più importante. Significava la fine di un agio frenetico fatto di cocaina e lusso. I figli che non avrebbero potuto fare l’università. La moglie che lo avrebbe abbandonato di lì a poco. Nessuna pietà per i perdenti. Sulle prime, pensò di usare la pistola che teneva nel comodino per cancellare tutto. Fare tabula rasa. Evaporare. Eppure, lui aveva sempre fatto parte del carro dei vincitori. Negli ultimi due anni aveva mandato a casa un esercito di operai senza farsi il minimo scrupolo. Ordini della Direzione. Appunto. Il suo stipendio era cresciuto così, e con esso la stima di amici e colleghi, nonché la disponibilità sessuale di moglie e varie amanti.

Non si era mai illuso di essere amato, ma sapeva come sedurre, con il luccichio di un brillante o il relax di una crociera esotica. Magari, dopo tante gratificazioni, la moglie avrebbe accettato una fine scritta da un proiettile calibro ventidue. Per i figli però non funzionava lo stesso cinismo. Comunque la guardasse, doveva ammettere con sé stesso che loro erano incolpevoli. Così, decise che la sua uscita di scena sarebbe stata più teatrale. A casa non fece parola del babau e si comportò come sempre, arrivando a far credere alla moglie di amarla come non mai. Il lunedì mattina i dirigenti della sua azienda erano soliti incontrarsi per sbrigare gli affari della settimana. Lui attese che fossero tutti seduti nella grande sala riunioni, entrò e fece fuoco. Gli servirono due caricatori per regolare i conti con la sua personale esperienza del capitalismo liberale. Il biglietto di spiegazione, lasciato in bella vista sul cruscotto della sua berlina, finì subito su tutti i giornali. Da allora, i produttori di babau divennero molto prudenti. Il suicidio non era più l’unica opzione degli sconfitti.

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