Alla fine, non siamo noi a decidere

di Secessionista


C’è quella parte di inconsistenza

che aleggia dentro come un vuoto pieno di parole

è sempre attiva, non dorme mai

ci distrae con cento tamburi ma, sotto, il rullìo mormora incessante.

In qualche raro sprazzo di presenza ce ne accorgiamo

dura poco, ma poi sappiamo per certo che lavora alacremente

per trovare un percorso diverso

dove noi crediamo di aver visto una sola strada.

Peraltro, non ci appartiene del tutto

perché è collegata a innumerevoli altre cantine.

Ci sorpassa maleducata senza mettere la freccia

Ci porge il desiderio in guanti di velluto nero e ce lo toglie

senza alcun preavviso. La conclusione mi sfugge.

Non so se devo odiare la sua indipendenza o amare il suo fascino segreto

ma di certo, non riesco nemmeno a immaginare un’esistenza priva dell’inconscio.

 

Annunci