Le case fanno star bene, a volte male, e possono uccidere

di Secessionista


Quando visitate una nuova casa da abitare, state attenti alle sensazioni, oltre ai particolari o alla forma delle stanze. Non sto pensando solo alla buona disposizione delle camere, tanto meno mi preoccupo che l’edificio sia costruito secondo i dettami della bio-architettura. No. Vi chiedo invece di ascoltate la vostra anima mentre parla all’anima della casa. Potreste sentire un dolore sordo e profondo, che quasi potete ascoltare, come fosse una nota di basso sospesa nell’aria. Attenti. Se la casa ha questo suono non tornateci, se non vi sapete molto forti, anche se il prezzo è interessante ed il quartiere vi piace. Sono accaduti delitti che sono stati attribuiti ad adolescenti inquieti o padri stressati. Certo, questi omicidi furono commessi da una mente disturbata. Se però poteste scavare più a fondo, non accontentandovi di un’indagine giudiziaria, per quanto accurata, scoprireste che è la casa dove il crimine è stato commesso fu la vera responsabile della sua ideazione. Che dopo averlo desiderato, si mise pazientemente in opera per farlo accadere, dapprima individuando una fragile anima nella quale insinuarsi. Ma è tempo che ci dedichiamo alle case che vi amano. In realtà, di queste ho poco da dire. Sono case dove si vive sorridendo, e che non per questo si trasformano in nidi nei quali nascondersi dal mondo. Sono case capaci di un’ineffabile intimità, eppure amano gli ospiti, tanto più quando arrivano del tutto imprevisti. Se le visitate per la prima volta potrebbe accadervi che vi passi all’istante quel fastidioso mal di testa, o di sentirvi come le conosceste da sempre. Se invece già ne abitate una, riflettete a lungo prima di cambiarla.

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