Industriarsi due, l’arte del make up

di Secessionista


Erminia sapeva fare anche fiori finti di carta crespata; belle rose che non appassivano mai. Li faceva per qualche donna benestante, che li metteva in bella mostra nel salotto buono. In cambio, prendeva qualche soldino vero e lo metteva da parte per ogni evenienza. In mano ad Anastasia e alle sue sorelle, questi fiori ebbero un impiego stravagante. Quando andavano alla messa, vedevano le ragazzine più ricche con le guance rosate e le labbra di un rosso intenso. Si capiva che non erano i loro colori naturali, ma trucchi comprati in un negozio di Balocchi e Profumi. Beh? E noi dovremmo essere da meno? Ci voleva solo tanta invidia e un pizzico di inventiva. La domenica seguente, si intrufolarono quatte quatte nella stanzetta dove mamma faceva i fiori. C’erano parecchi rimasugli di carta rossa. Bene. Ne presero due manciate e scapparono in camera di mamma, dove si misero davanti allo specchio del portacatino e si truccarono ben bene, leccando la carta e strofinandola sulla faccia. Prima si truccò la più grande, che poi aiutò le piccoline. Ogni tanto, Gemma sbirciava il corridoio per dare l’allarme nel caso fosse arrivata la mamma. Per fortuna era andata da una vicina. L’unico che se ne accorse, per modo di dire, fu Virgilio che le apostrofò, quando erano già con piede sull’uscio: «L’avìo finia de consumar la conserva de pomodoro? Lo savì che la costa cara. Se ve sporchè el vestito vostra mamma la se irrabia» (l’avete finita di consumare la conserva di pomodoro? Lo sapete che costa cara. Se vi sporcate il vestito vostra madre si arrabbierà). In effetti, ad Anastasia sarebbe spiaciuto rovinare il bel vestito alla “charleston” che portava quel giorno. E via alla messa, dove si aspettavano che i fedeli rivolgessero loro sguardi ammirati. Non avevano previsto che invece avrebbero mostrato espressioni perplesse o, più spesso, divertite. L’esperimento non fu ripetuto, tanto più che si sentivano comunque invidiose delle coetanee che abitavano in piazza.

 

Da “Io sono l’Italia” di Carlo Alberto Turrini, Edizioni Cierregrafica Verona

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