Sentiero 51

di Secessionista


La strada si inerpicava su un’ansia scivolosa, resa ancor più infida dal passaggio di numerosi lupi, in orde serrate. Verso la vetta, rocce nude prendevano il posto del fondo sassoso. A guardarle, parevano timori eretti da un destino millenario sulla fronte del mondo. Ma la strada ne ebbe meno paura di quanto ci si aspetti, presa dalla foga di arrivare in cima, laddove lo sguardo avrebbe potuto spaziare tondo tondo, raggiungendo paesi remoti, ed arrivando magari fino la mare. Era lì che tutto era iniziato, tanto tempo prima. A quei tempi, la via non esisteva ancora. Erano stati gli animali a tracciarla. Di questo, la strada era grata, mentre disdegnava i tanti piedi, insolenti, che la percorrevano senza nemmeno accorgersi della sua bellezza. Così, dopo aver incontrato i cieli sul sommo del monte, si fece sentiero sconnesso, tuffandosi nel vuoto appena dietro una curva nascosta dagli alberi. Tanti ne caddero, per centinaia di metri, prima che una colata di cemento distruggesse il sogno di una Terra liberata dagli umani.

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