Sul rapporto tra fonti energetiche e democrazia

di Secessionista


Sono contrario al nucleare per molte ragioni. Le più evidenti si chiamano Three Mile Island, Chernobil e Fukushima, ma sarei contrario anche se il nucleare fosse relativamente sicuro. Questo perché il nucleare e tutte le fonti energetiche tradizionali implicano automaticamente la dipendenza dei cittadini dalle scelte di pochi burocrati. Per privare milioni di persone di energia elettrica, basta premere un interruttore nella sala comandi di una grossa centrale a carbone, gasolio, energia idroelettrica o nucleare. Un istante dopo, per quella moltitudine di comunità torna il medioevo. Nessuna forma di riscaldamento funziona e non è più possibile disporre nemmeno dell'acqua corrente e delle fonti di comunicazione. Per sconfiggere gli avversari, qualora siano situati in un territorio delimitato, basta spegnere la loro fonte di l'energia. Al contrario, tutte le forme di energia derivanti da fonti rinnovabili sono direttamente disponibili per chi ne ha bisogno. Nel caso del geotermico e del solare, al cento per cento, nel caso dell'eolico, in forte prossimità. E' indicativo il fatto che i governi centrali cerchino in tutti i modi di scavalcare la volontà di chi risiede in un'area destinata ad accogliere una centrale tradizionale, soprattutto se nucleare e di addomesticare l'opinione pubblica attraverso un canale di informazione antidemocratico come la televisione (il sito web creato dall'attuale governo, serve soltanto a raccogliere le motivazioni del dissenso per meglio indirizzare la propaganda televisiva).

Per le stesse ragioni, il web si avvicina a rendere possibile l'esercizio di una democrazia reale in quanto consente di informarsi scegliendo tra innumerevoli fonti, tant'è che il dissenso recente manifestatosi in molti paesi è passato proprio attraverso questo canale “orizzontale”. L'unico problema, con Internet, è che i grandi portali d'accesso restano saldamente in mano ad un élite che può sempre decidere di chiuderli, nel caso diventino troppo autonomi. Mi chiedo fin dove si spingerà il tentativo di centralizzare le decisioni su tutto quanto accade sul pianeta terra; un incubo nel quale il Grande fratello di Orwell e Matrix (un film che richiama nel titolo e negli scenari l'alienazione di Metropolis), diventano orrendamente concreti.

 


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