Problemi esistenziali di un Vampiro

di Secessionista


Sono un vampiro di nuova generazione.
Non mi nutro di sangue. Quella è una vecchia abitudine, iniziata,
come sapete, dal conte Wlad. Ma i tempi sono cambiati. Oggi, bere il
sangue sarebbe troppo pericoloso. Ci sono un sacco di strane malattie
in giro. Circa vent’anni fa, una fortunata mutazione genetica ci mise
in condizione di nutrirci senza scatenare l’ira dei gagi (uso questo
termine, che significa cittadini o borghesi, perché sono di nobile
stirpe tzigana). Bene, i vampiri moderni si cibano di una sostanza
leggera e digeribile, almeno per noi. E’ il dolore. Per mangiare, ci
basta infilarci in metropolitana nell’ora di punta, ed uscirne alla
prima fermata. Questo pasto veloce basta e avanza. Anzi. Se non
avessimo modo di chiudere i canali percettivi rischieremmo
l’indigestione. Sono certo che per voi questa non è una novità. E
magari state pensando di venire a cercarmi, per liberarvi di un po’
del vostro carico di angoscia. Spiacente. Il fatto che io mi nutra
del dolore di altri non comporta alcun beneficio per la loro anima.
Misteri del metabolismo vampiresco. Comunque, volevo parlarvi di un
altro problema che mi affligge. In quanto vampiro, non possiedo le
vostre funzioni fisiologiche. Non dormo, non cago, non piscio. E non
sopporto l’idea di avere una casa dove trascorrere i miei giorni. Per
i miei momenti di assenza (che non sono sonno) mi basta nascondermi,
rannicchiandomi in un buco appena sufficiente a farci stare il mio
corpo disteso. Per questa esigenza, i vostri cimiteri vanno ancora
benissimo. E’ il caso di sfatare qui un altro mito. Noi vampiri non
fummo mai dediti al male. I cadaveri che ci lasciavamo dietro erano
una banale necessità fisica. E, quindi, le vostre storie di croci e
pallottole d’argento e paletti di frassino sono tutte sciocchezze.
Orbene, dato che non infrango le vostre leggi e sono diventato
letteralmente inoffensivo, ho cercato di ottenere un regolare
documento di identità, ma me lo hanno negato. Siccome non ho una
casa, mi hanno definito come “persona senza fissa dimora”. Il
risultato di questa definizione burocratica è che mi trattano da
delinquente. Anche se non ho fatto niente.

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