Alla Shell

di Secessionista


La pompa è partita con un lieve scatto. Faccio i soliti dieci euro, giusto quanto serve per venire da te. C’è nebbia e freddo, in questo squallido piazzale troppo rischiarato dai neon. Ogni tanto, passano camion in fila indiana. Si fanno strada e compagnia, per non sentire il vuoto della superstrada. Me li ricordo gli autisti, sul traghetto Rostok Trelleborg, mentre mangiano con gusto spazzolando il buffet. Facce serene, una volta tanto, perché sulla nave potranno dormire, ché il camion non si muoverà  né sarà rubato. Stacco la pistola e la rimetto nel suo alloggiamento, mentre un furgone mi si ferma accanto. E’ un omone dai capelli rossicci. Lì per lì mi metto sulla difensiva. Invece è un povero cristo che ha smarrito la strada. Cerco di spiegarmi in inglese ma non capisce. Allora gli faccio cenno con la mano che è nella direzione giusta. Lui risale a bordo sorridendo. Non è niente, davvero, ma sono felice di essergli stato utile. Ha davanti parecchia strada, però forse si sentirà meno solo, adesso.

Annunci