Ai poveri amanti del terzo millennio

di Secessionista


Siamo pendolari dell’amore. Una volta vado io da lei, un’altra viene lei da me. Situazione che credevo rara. Invece, è molto frequente. Fare trecento e passa chilometri per dirsi "ti amo", per darsi un bacio. Per darsi e basta. Poi, riprendere il trenino, l’areoplano o l’auto, e tornare a casa, che è soltanto il posto dove c’è da lavorare. Altri hanno la donna o l’uomo comodi comodi. Guardacaso, l’hanno conosciuta/o al bar di fronte. Non voglio giudicare, né posso generalizzare (i sentimenti son piuttosto bravi a scansare le classificazioni). Eppure, mi pare che farsi il culo tanto, per una persona tra i milioni che possiamo incontrare, sia una bella prova d’amore. Per questo, celebro le fatiche dei poveri amanti, quelli che, magari da anni, cercano uno straccio di occupazione vicina all’essere amato. Per poter dargli un bacio almeno una volta al giorno. O tutte le volte che vorrebbero farlo, mentre devono accontentarsi di una voce al cellulare (comunque, è sempre la più bella voce del mondo, statene certi).

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