Enigmi e strudel…

di Secessionista


Arriviamo a Trento appena in tempo per assistere ad una discussione. Una donna sta minacciando di chiamare la polizia, forse perché il suo antagonista le ha rubato il posto auto, entrando nello spazio liberatosi una frazione di secondo prima di lei. Poi si va in centro, a piedi, con calma. Dovrebbe essere quasi Natale, ma dalle facce tirate non si direbbe. Il mercatino comunque merita una visita. Ci sono le statuine in legno della Val di Fassa. Davvero magnifiche, con tutti quei minuti dettagli. Ed i visi sorridenti dei pastorelli. Lì dentro lo vedo, il Natale. Poi succede una cosa che scombussola tutto. Un lancio di dadi. Passa una donna vestita in modo incongruo. Indossa una pelliccia, ed un abito di cotone leggero bianco. Ha un viso conosciuto. Qualcosa di familiare. Eppure so di non averla mai incontrata.

E’ come se la cronologia degli anni subisse una scossa elettrica. Lei è stata da qualche parte davanti ai miei occhi, quando, non so proprio. Io che non credo nella reincarnazione, devo pensare di essere stato altro da me, con questa bella signora, in una situazione che non ho mai vissuto. Naturlich, mi riscuoto subito. Spiego il tutto con la suggestione. In fin dei conti, un istante fa la mia mente era dentro un presepe. Così, faccio la prova del nove. La oltrepasso per vedere se mi noterà. Se farà cenno di riconoscermi anche lei. Infatti, si gira a guardarmi un attimo. Ancora troppo poco per credere. Tiro via in fretta. Poi, i giri dei banchetti mi portano lontano. Sto chiacchierando con qualcuno di lucaniche e crauti. Stiamo in piedi, appoggiati ad un tavolino di plastica un po’ sporco

E la donna in bianco riappare, a meno di dieci metri. Mi guarda ancora. Racconto la strana situazione alla persona che mi accompagna. Mi canzona e ride per il film che mi sono fatto. Allora, la sfido: “vedrai che tra poco passerà di qui.” Dopo parliamo d’altro. E come se ubbidisse ad un ordine, la donna (che da giovane dev’essere stata molto, molto bella) si muove verso di noi, percorrendo il vialetto a passi lenti. Ci passa accanto, prosegue, si gira a fissarmi per un tempo breve, ma sufficiente a stabilire che lo ha fatto di proposito. La mia guida trentina ha un’espressione stupita. Che succede qui?

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