Ascoltando Jeff Buckley

di Secessionista


E’ tollerabile che si faccia del male in corso d’opera. Nessuno conosce in anticipo le alchimie, buone o cattive, che scaturiscono dal contatto profondo tra due esseri umani. Doloroso, ma comprensibile. Al contrario, é indecente che l’altro desideri ferire ancor prima di iniziare un rapporto amoroso. E di questa cattiva gente ce n’è in giro parecchia. Sono quelli che fanno una tacca al Winchester ad ogni persona che riescono a sedurre, colpire, uccidere.

    Dopo, magari si concedono una serata allegra tra amici, con la vittima che tenta inutilmente di telefonare, per parlare, per capire. Magari credendo di aver sbagliato qualcosa, di aver fatto o detto una qualche cazzata. Se capita un animale di questi, va tagliato fuori senza indecisioni. Non importa quanto bella, o quanto intelligente e spiritoso. Via. Evitata una scopata con la morte. Non mi sembra una grave perdita. Perché se insistiamo a giustificare i bidoni, i ritardi, i tradimenti sbandierati, siamo pronti per lo speciale patibolo sul quale immoleremo ogni capacità di autostima e di amare sinceramente, alla prossima occasione.

   “Ridurre a cosa” l’altro (reificare, dicono i filosofi) è un modo molto facile per disconoscerne l’umanità ed il valore. Non lasciamo che ci venga fatto questo torto, perché altrimenti rischieremo di farlo noi, in futuro, per la legge del contrappasso; non si finirà più di soffrire o far soffrire. Tecnicamente, si tratta di legittima difesa. Ma é anche un modo per essere sicuri di poter continuare a dare affetto, amore, amicizia.

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