Melting pot, melting times

di Secessionista


(crogiolo di razze, crogiolo di tempi)

 

Io viene de Cote d’Ivoire. Mio villaggio stava poco cibo. Però aria buona, tanto posto attorno, tutti capisce me. Scappa perché stregone dice che io sfortuna villaggio. Tribù ascolta sempre stregone. Loro vuole kill me. Dopo un giorno. Madre dice scappa. Scappa lontano. Io fa sentiero. Tanto sentiero. Fino grande porto. Loro dice che no bono stare lì. Europa buono. Cibo, femmine. Nessuno kill me dentro Europa. Io con tanti in piccola nave. Paura. Uno cade. Acqua kill. Dopo arriva questo grande villaggio. Non capisce. Tutto corre corre. Uno guarda segni e fa uguale. Nessuno spiegare me segni. Mia testa male. Loro parla piano dentro pezzi neri o argento. Loro parla e mette orecchio vicino. Messo giorni capire. Loro parla lontano. Ma loro no piace io parla forte, se trova amico su sentiero. Loro no piace niente io fa. Prima, in villaggio, io sento dolore pancia. Io libera culo. Tutti posti boni. Qua no. Gente arrabbia. Tanto diverso. Sentito storia di macchina che corre tempo. Grande uomo dice no esiste macchina che corre tempo. Ma io dice esiste. Io viaggia su macchina tempo a venire qua.

Io sa tanto adesso. Io impara lingua. Io mette su familia. Ma dificile. Tanto dificile. Io non fa niente e uomo abito nero dice tu va casa tua. Nessuno avisato tanto dificile. Sole no buono qua. Io sogna sole, dopo piange.

 

 

P.S. Chi credesse che il presupposto di questa piccola storia sia esagerato, sappia che il mio primo amico di colore, originario della Guinea Bissau, era davvero fuggito dal villaggio, perché condannato a morte, senza aver fatto nulla di male. Ma apparteneva ad una famiglia dichiarata ufficialmente immonda dallo stregone. La condanna consisteva nell’avvelenamento del cibo.

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