LA STREGA

di Secessionista


N.B. il brano seguente non ha alcun riferimento con il post sui nicknames delle blogger…

I Episodio

Il palazzo è alto, di marmo, le finestre lunghe e strette. Non immagineresti mai che lo abita la strega. E’ insolitamente bello, nelle sue severe linee neoclassiche, con pochi fronzoli superflui, e giardini a perdita d’occhio. Lei è demoniaca senza alcun potete sovrannaturale. E’ diabolica solo perchè ama fare il male, anche semplici piccoli dispetti, in mancanza d’altro. La vedrai in un pomeriggio di aprile, quando tutti i fiori si sono ormai scoperti e perciò sono più fragili. Il male è prima del gesto. E’ lo sguardo. Qualcosa di assolutamente nero e privo di sfumature. Quasi non c’è nemmeno il pensiero. Buca profonda, orca di vanità, cesso di fogna trasparente e menzogna. Quando entri nel palazzo, già sai che l’orrore è fatto di stanze vuote. La strega attende di trovarti con il cuore sanguinante, l’anima alla disperata ricerca di un suono umano, una voce, altri segni di vita. Essere soli e non poter comunicare con nessuno è una perfetta metafora della morte. La strega, lei ha, si, gambe sensuali, generose scollature, ma fredde e distanti, irraggiungibili sommergibili, desideri di faticosa memoria, con tali e tanti sottintesi che sicuramente il peccato è già entrato nel tuo cuore e dovrai espiare facendo centomila genuflessioni, carponi sui talloni senza galloni, legionario dei miei coglioni. Aspetto. So che tornerai a casa. Ti attendo per dirti quanto ti AMO. A te non frega niente. Tu sei la strega. Occhi di serpente attenta solo ai numeri che vedi scritti sull’assegno che ti porgo. Che ti porno. La rivincita del maschio tenta di svuotare il tuo corpo femmina femminile di ogni e qualsivoglia significato desiderato. Se tu sei priva di promesse (che mi frega di scoparti?) io sono libero da te. Strega. Hai voluto insegnarmi a USARE La mano destra per scrivere? Ed io ho imparato a scrivere cattiverie con la destra. E delikatessen con l’altra.

Annunci