Regalo di Natale

di Secessionista


La direttrice passò una prima volta  vicino all’ingresso dell’ipermercato verso le nove e trenta del mattino. Il Babbo Natale mandato dalla solita cooperativa era già al suo posto, assiso sulla poltrona di velluto rosso presa dal reparto “Mobili d’occasione”. Tutto perfetto, dunque, eppure la donna sentì che qualcosa non andava. Tornò verso le dieci e quaranta. Il personaggio era circondato da ragazzini schiamazzanti, e sembrava in grado di gestirli senza problemi. Ciò malgrado, non se ne andò subito. Chiamò una commessa e si fece aiutare a mettere le ultime decorazioni sul grande albero dell’ingresso. Senza farsi notare, controllava così l’attore, seduto proprio davanti a lei. Ne era certa. Qualcosa non andava. Mentre rifletteva sulla faccenda, il Babbo Natale la guardò, dritta negli occhi, e lei si sentì come se le avesse letto nel pensiero. Riprovò a guardarlo una, due, tre volte, e la sensazione, sgradevolissima, tornava puntualmente. Se quell’uomo fosse stato un pedofilo, poteva succedere qualcosa di terribile. Lo sguardo sembrava buono, ma fu proprio questo a spaventarla. Chiamò il responsabile della sicurezza, allontanandosi in fretta. Questi attese qualche minuto, poi si recò all’ingresso ed invitò il finto Babbo Natale a seguirlo nel suo ufficio, con la scusa di verificare i dati per l’assunzione temporanea. Da dietro un finto specchio, la direttrice osservava la scena. Appena entrato, l’uomo in rosso fu invitato a togliersi la barba ed il cappello, visto che lì dentro faceva molto caldo. E la donna di la del vetro rivide, dopo venticinque anni, l’unico uomo che aveva mai amato. Era un po’ invecchiato, ma aveva sempre quegli occhi dolci e indagatori.

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