Sui pregiudizi…

di Secessionista


GLI ITALIANI SONO IGNORANTI? DUE CORI CONTRAPPOSTI, di Roberto Vacca – NEWTON – 30/9/06
Un coro sostiene che gli italiani sono ignoranti. Un altro contrapposto dice di no: abbiamo arte, gusto, genialità. Per fugare i dubbi è bene fare misure oggettive. Con  la FILAS (la Finanziaria per l’innovazione della Regione Lazio) abbiamo realizzato un sondaggio per misurare il livello medio di cultura e conoscenza degli abitanti nella regione. E’ uno studio basato su test standard internazionali, con metodologia accurata, non una curiosità. Il testo completo è disponibile su www.osservatoriofilas.it, ove fra breve chiunque potrà rispondere on line al questionario e misurare la sua cultura media.
L’analisi ha interessato un campione rappresentativo di 1.044 persone fra i 18 e i 65 anni. Il questionario comincia con 20 domande generali su concetti, parole, nomi, regole. A 9 domande hanno risposto bene il 95%, ad altre 8 fra il 60 e l’80%. Ci sono cinque domande sul processo della ricerca scientifica e 20 relative a scienza e natura, che dal 1988 sono poste ogni anno a 2000 inglesi (dall’Università di Oxford) e 2000 americani (dalla National Science Foundation). Il confronto coi risultati ottenuti in quei paesi è, quindi, significativo.
Nel Lazio le percentuali delle risposte giuste a domande tecnico-scientifiche sono in genere fra il 5 e il 10% più alte che fra gli americani e gli europei. Ma dovremmo ripetere “Poco se mi considero, molto se mi confronto”. Il 24% dei cittadini del Lazio non sa che la terra gira attorno al sole (ma è il 29% in USA e il 33% in Europa). La metàcrede che gli antibiotici distruggano i virus e il 74% che le vitamine naturali giovino più delle sintetiche.
Quindi non va bene dare giudizi affrettati su chi è colto e chi no, nè esprimere pie intenzioni di diffondere cultura. Le scuole certo sono importanti (tutte), ma questi numeri dicono che i mass media funzionano male. E’ vitale che le televisioni riprendano a inventare cultura e trasmetterla in modo vivace, stimolante, drammatico invece di gareggiare per vedere chi riesce a scendere più in basso. Anche i giornali dovrebbero offrire testi comprensibili, ampliare le rubriche scientifiche e tecniche, abolire lo spazio di oroscopi e magie, sfatare le leggende invece di crearle e presentarle come cose serie.
Sarà vitale ora un sondaggio sulla cultura media dell’intero Paese. Infatti: saremo civili e prosperi solo se innoviamo e occorrono grosse decisioni su energia, trasporti, medicina, scienza e tecnologia. In merito si deve formare un’opinione pubblica informata. La ricerca è largamente finanziata dal pubblico ed è bene che capiamo che cosa finanzia. Così sproneremo i decisori pubblici e privati a prendere decisioni positive e condivise.
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